&testo=Ancona: uno sguardo sul mare


Chiesa di San Ciriaco, Colle Guasco, il Porto, la Stazione Ferroviaria, Capodimonte, Via Cialdini, Viale della Vittoria, Piazza Diaz, il Passetto, Villa “La Favorita” (10 km ca.)

IL TOUR
“Ossessione” di L. Visconti (1943): lo sguardo sognante di Gino (Massimo Girotti), seduto su un muretto del piazzale di San Ciriaco, perso a scrutare l’orizzonte lontano all ricerca di uno spazio interiore nel quale rifugiarsi e porre fine ad un’esistenza vagabonda, riassume forse l’aspetto peculiare dell’ Ancona cinematografica: città di mare, levantina, terra di confine di una geografia ideale, linea di cesura tra la nebbiosa Pianura Padana e il caldo Mediterraneo che qui inizia a manifestarsi compiutamente. Da qui, dal sagrato del Duomo medievale di San Ciriaco , il movie – tour ad Ancona prende il via. Dall’alto del colle Guasco , la macchina da presa scorre in panoramica sulle banchine del porto ingombro di traghetti e navi passeggeri. Su una di queste s’imbarcherà Assunta (Monica Vitti) che, con uno spietato senso di rivalsa, abbandonerà sul molo del porto di Brighton, secondo la finzione cinematografica, il suo amante in “La ragazza con la pistola” di Monicelli (1968). E di pistole, bulli e pupe saranno spesso affollate le banchine del porto nel corso degli anni ’70: inseguimenti e sparatorie saranno infatti gli ingredienti essenziali di film “poliziotteschi” come “Il sapore della vendetta” di Coll (1968), “La belva con il mitra” di Grieco (1977) e “Il suo nome faceva tremare…Interpol in allarme” di Lupo (1974), tutti girati, completamente o in parte, ad Ancona. Scenografica e ricca di fantasia è invece l’indimenticabile partenza della nave (e della grande avventura felliniana) che il regista riminese ci dice salpata da Ancona ne “E la nave va” del 1983. Ancora lontana dai rumori e violenze dei film poliziotteschi è la presenza sul molo del porto della protagonista femminile del più recente “Un’anima divisa in due” di Soldini (1993), interpretata da Mària Bakò, giovane Rom alla ricerca, qui nella città dorica, di una possibile convivenza con la nostra cultura. Il porto quindi, con il suo bellissimo anfiteatro naturale, non – luogo per antonomasia, diviene riferimento filmico ricorrente, margine tra la terra e il mare, limite estremo, quello che nella fuga di Gino in “Ossessione” di L. Visconti sarà anche porta d’ingresso verso un dramma esistenziale che troverà la sua conclusione nella tragedia. Il porto dunque e insieme a questo, contraltare di un altro crocevia di destini, la Stazione Ferroviaria . E’ con il treno infatti che Gino (Girotti) arriva ad Ancona e sul treno fa amicizia con “lo spagnolo”, e quelle del cavalcavia della Stazione Ferroviaria di Ancona sono le prime immagini attraverso le quali la città cinematograficamente si presenta. Anche per i giovani sfaccendati del film “I delfini” di Maselli (1960) il treno e i binari che conducono lontano sono l’unica possibilità – e l’ambientazione scenica appropriata – di poter recidere il cordone ombelicale che li lega all’opprimente e monotona vita di una piccola città di provincia. Ma riportiamo lo sguardo al Piazzale del Duomo , dove ci troviamo. La sequenza di “Ossessione” continua e, con essa, questo nostro sguardo cinematografico su Ancona, quasi un lungo piano – sequenza ricostruito su carta. Lo sfondo e le soggettive cambiano continuamente: viene inquadrato il campanile e l’edificio che gli stava accanto (oggi non più esistente) incluso negli antichi annessi di servizio alla cattedrale e addossato all’impianto probabilmente parte della chiesa medievale di Santa Maria di Nazareth. La cinepresa inquadra poi la parte superiore dell’antica chiesa di Santa Maria in Curte, distrutta successivamente dai bombardamenti come molte altre delle costruzioni riprese da Visconti in “Ossessione”. Per arrivare alla Cattedrale abbiamo seguito Gino e l’amico, incontrato in treno, per una strada in salita – che nella realtà si arrampica su per Capodimonte, il quartiere sul colle opposto al Guasco -: si tratta di Via Cialdini , ripresa all’altezza dell’accesso al vicolo oggi intitolato a San Marco. Infine, assieme a Giovanna (Clara Calamai) e suo marito – e col prezioso supporto della memoria filmica che ha potuto fissare su pellicola immagini di luoghi non più visibili altrimenti – attraversiamo i luoghi più antichi e caratteristici del centro storico di Ancona: lo scalone Nappi, Palazzo Davalos (entrambi distrutti durante la guerra) e Palazzo Ferretti in Piazza del Senato . Lasciando i quartieri più antichi di Ancona e percorrendo l’ampio Viale della Vittoria (a metà del quale si trova Piazza Diaz - altra location di “Un’anima divisa in due" di Soldini) giungiamo al Passetto , una delle zone più panoramiche della città, a strapiombo sul mare. Qui i quattro amici di “Ciao cialtroni” di Massi Rossini (1980) riflettono sugli ultimi momenti felici della loro adolescenza ormai prossima alla fine. In definitiva, quello che lega insieme i momenti significativi di questo itinerario anconetano sembra essere un lungo sguardo interrogativo: sul mondo, su sé stessi, sulla propria incapacità di sfuggire agli eventi, le ristrettezze della vita di provincia, i propri tormenti interiori, infine la maturità che arriva puntuale e improcrastinabile (per i protagonisti di “Ciao cialtroni” come per quelli de “I delfini” e per tutti gli altri ancora). Interrogarsi e, talvolta, fuggire. A queste tematiche le location di questo primo itinerario sembrano aver dato corpo e visibilità. Con una presenza di luoghi ed atmosfere discreta ma sempre appropriata. Per questo ci piace concludere questo movie – tour ad Ancona con un ultimo sguardo, quello fascinoso e carico di dubbi di un tormentato Alain Delon, indimenticabile e “maledetto”, cappotto di cammello a bavero alzato (accompagnato e invano emulato dal co - protagonista, un giovanissimo Giancarlo Giannini) che in una lunga sequenza del film “La prima notte di quiete” di Zurlini (1973) sembra interrogare le mura della villa “La Favorita” (s.s. 16 direzione sud – località Baraccola) muto testimone, tempo prima, di un tragico evento.

I FILM DEL TOUR
(in ordine cronologico): “Ossessione”, “I delfini”, “Il sapore della vendetta”, “La ragazza con la pistola”, “La prima notte di quiete”, “Il suo nome faceva tremare…Interpol in allarme”, “La belva con il mitra”, “Ciao cialtroni”, “E la nave va”, “Un’anima divisa in due”.