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Regia : Mario Monicelli

Soggetto : Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Margherita D’Amico, Masolino D’Amico

Sceneggiatura : Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Margherita D’Amico, Masolino D’Amico

Fotografia : Stefano Coletta

Montaggio : Bruno Sarandrea

Musiche : Luis Enriquez Bacalov

Interpreti : Gigi Proietti, Ornella Muti, Mariangela Melato, Paolo Bonacelli, Alessandro Haber, Nicoletta Boris, Marina Gonfalone, Benedetta Mazzini

Produttore : Clemi Cinematografica S.R.L. - RAI

Anno : 1998

Durata : 110 min


TRAMA

La fabbrica maceratese Razzi produce da sempre una pasticca digestiva alla cicoria. Il capostipite di questa tipica azienda familiare è il sig. Amedeo, il quale, sedotto dalle nuove opportunità che offre il mercato europeo, vuole ristrutturare e rilanciare la sua impresa. Al progetto però si oppone il genero, Furio, mentre Camillo, nipote del titolare, si lancia senza alcun ritegno nell’impresa. In un clima familiare degno del migliore psicodramma, Amedeo si trova così nella condizione di dovere affidare le sorti della sua azienda nelle mani della nuova moglie di Furio, nel frattempo uscito di scena, la quale si avvale dei consigli e dei metodi, illegali, del fratello scafista e trafficante di merci rubate.


Marchigianità :

Il film è stato girato a: Macerata: piazza della Libertà, via Crescimbeni, piazza Cesare Battisti; Tolentino (MC): basilica e chiostro di S.Nicola e stazione ferroviaria; Fermignano (PU): veduta della città nei pressi delle cascatelle sul Metauro. Fermignano che nella pellicola non figura, in effetti, “interpreta”…Macerata. Infatti, nella finzione cinematografica, mentre la sceneggiatura prevede che la fabbrica delle cialde sia a Macerata, la scenografia utilizza un edificio di Fermignano per ricrearla, almeno esternamente.
Ecco una sintesi delle ragioni che hanno spinto Monicelli ad ambientare il suo film nelle Marche: “ il Centro Italia va bene (…) mi piace perché è meno chiassoso, più discreto e gentile del Nord, la gente è più semplice e meno arrogante”. “Ho scelto il Cappellone di S.Nicola perché questa sala è un qualcosa di particolare nell’arte italiana, quindi non è solo una questione di appartenenza o meno a Tolentino, poi la stessa si presta in modo particolare al cinema, perché i suoi colori sono così smaglianti”. “Panni sporchi narra le vicissitudini di una di quelle piccole dinastie industriali che pullulano in Italia, in particolare al centro: per questo abbiamo scelto Macerata”.
Note: “Panni sporchi” è stato dichiarato di “interesse culturale nazionale” dal Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.