spacer spacer
angolo
 
 
 
Ruolo : drammaturgo, poeta, sceneggiatore cinematografico

Nato a : Camerino (MC) il 04/02/1892

Morto a : Roma il 09/06/1953




Considerato uno dei più importanti drammaturghi italiani della prima metà del ‘900, Betti, terminato il primo conflitto mondiale, dove combatte come sottotenente, dopo la dolorosa esperienza dei campi di prigionia tedeschi che gli ispirerà le liriche della raccolta di poesie Il re pensieroso, forte di una laurea in giurisprudenza nel 1920 entra in magistratura. Agli inizi degli anni ’30 il lavoro di magistrato lo conduce a Roma. Nella capitale entra in contatto con gli ambienti letterari e inizia a collaborare con diverse riviste e quotidiani. Risale a quel periodo la stesura del suo primo, importante, dramma teatrale, Frana allo scalo nord (1936), di cui il regista S. Bolchi venti anni dopo farà una trasposizione televisiva dirigendo uno sceneggiato dallo stesso titolo. Negli anni ‘40 la sua attività artistica, sempre contraddistinta “da un’indagine analitica intesa come tensione perennemente inappagata verso una verità assoluta”, si divide tra il teatro (Il cacciatore di anitra, 1940; Il diluvio, 1943; Corruzione al palazzo di giustizia, 1949) e il cinema che inizia a frequentare come sceneggiatore entrando a far parte del cenacolo di cineasti (Zavattini, Fellini, Fabbri, etc.) riunito attorno al gruppo di “Autori Associati”. Importante è il suo contributo, non ancora interamente esplorato e riconosciuto, alla genesi e alla definizione dei contenuti espressivi del neorealismo italiano che lo porta a collaborare alle sceneggiature di Un pilota ritorna (1942) di R. Rossellini e Un giorno nella vita del 1946 di A. Blasetti, dopo le esperienze nella scrittura di L’assedio dell’Alcazar (1940) e Bengasi (1940) di A. Genina, film propagandistici ancora impregnati degli stilemi della retorica del regime fascista. Il secondo dopoguerra coincide co l’apice della carriera artistica di Betti che, con il successo del dramma teatrale Corruzione al Palazzo di Giustizia (1944) - diventerà poi un film diretto da M. Aliprandi nel 1975 - conquista un posto di primo piano nella drammaturgia italiana ed europea. Nel 1950 gli viene assegnato il “Premio Roma per il Teatro”. Pochi mesi dopo la sua morte, avvenuta nel 1953, il regista L. Squarzina dirige La fuggitiva, con V. Gassman e A. Proclemer, film tratto dall’omonima opera teatrale del drammaturgo marchigiano.

Filmografia: Senza cielo (1940); L’orizzonte dipinto (1940); L’assedio dell’Alcazar (1940); Bengasi (1940); È caduta una donna (1941); Inferno giallo (1942); Un pilota ritorna (1942); Quarta pagina (1943); L’adultera (1945); Un giorno nella vita (1946); Il passatore (1947).