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Ruolo : regista

Nato a : Montalto Marche il 04/05/1926

Bizzarri, dopo aver svolto da giovane attività politica e giornalistica, a 23 anni si trasferisce a Roma per collaborare alle testate dell’ “Avanti”, di “Mondo Operaio” e del “Lavoro”. L’approccio con il mondo del cinema avviene negli ambienti del “Circolo italiano del cinema”. Nel frattempo inizia a scrivere su riviste specializzate incentrando la sua attenzione sui problemi economici riguardanti la cinematografia. Nel 1958 per le edizioni Parenti scrive, in collaborazione con Solaroli, il saggio “L’industria cinematografica italiana”. Dal 1959 al 1962 si occupa di critica cinematografica. A questo periodo risalgono i primi cortometraggi che abbracciano svariate tematiche, anche se l’attenzione di Bizzarri si focalizza sul documentario d’arte: Il volto della guerra (1960), dedicato al disegnatore Gorge Grosz, Immagini dantesche di Guttuso (1961), Testimonianze di Guttuso (1961), America di Ben Shahn (1963) e il Ribelle Daumier (1966). Il suo forte impegno sociale lo porta anche, in quegli anni, ad indagare le realtà sociali emergenti, i contrasti e i cambiamenti che si manifestano in seno alla società italiana alle prese con la ricostruzione postbellica. Nascono così i documentari Gente dell’Adriatico (1960), La demistade (1962), sul fenomeno del banditismo ad Orgosolo, Gente di Cabras (1963), Un paese sulla Salaria (1963), Quelli del Po, Vecchia Napoli e Gli ultimi ramai (1964). Dopo essere stato presente a numerosi festival cinematografici, Venezia, Berlino, Padova, Mosca, e dopo aver ricevuto premi e riconoscimenti internazionali, Bizzarri nel 1961 è candidato all’Oscar per il cortometraggio Boccioni e i futuristi. Un anno dopo è co-regista de I misteri di Roma, un film di Cesare Zavattini, che vuole indagare su alcuni aspetti della vita della capitale. Parallelamente all’attività di cineasta continua il suo impegno attivo per dare più lustro alla produzione cine-televisiva italiana e assieme al lavoro che svolge in seno all’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) si dedica alla docenza insegnando al Centro Sperimentale di Roma e all’Istituto Superiore di Giornalismo e Tecniche Audiovisive. Alla fine degli anni ’70, per gestire il suo lavoro in maniera più autonoma, dà vita alla casa di produzione “Eagle Cinematografica” ed inizia a collaborare per la Rai, producendo per la televisione di Stato Le repubbliche partigiane, La vera storia del generale Custer, Enrico Mattei e Badoglio, i suoi lavori sicuramente più importanti e significativi, e cura la regia di diverse rubriche tra le quali “Di tasca nostra”. Poco prima di morire era impegnato alla realizzazione della serie “I protagonisti del nostro tempo: vita degli italiani illustri”.